Leonardo Lavorini

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venerdì, 29 febbraio 2008
Democràtzia.

 

 

Io molto contento di venire in Italia grante paeze pieno di democràtzia.
In mio paese non vige democratzia c'è totalitarismo non come da voi in paese italiota. In mio paese di est la democratzia viene calpestata sempre, ad esempio se grante goferno decite che si fa tram in città storica, si fa tram anche se il popolo si incatza e scende in piazza e protesta contro e vota contro, in mio paese purtroppo non vige democratzia come da voi. In mio povero paese ad esempio stesse 2 persone sempre a governare da più di dieci ani, a turno, prima uno e poi altro sempre stessi governatori, non come da voi che c'è democratzia. In mio paese solo due partiti che fanno finta di farsi guerra e poi sono di accordo, purtroppo da noi non democratzia epoi paese Italiota molto magnifico, da noi polizia cattiva, in manifestazione picchia manifestatori e procura grande bernoccolo su capoccia, non come da voi dove vige grande democratzia, da noi politziotto spesso spara senza motivo in autogril o in manifestazione pubblica di nostro povero paese senza democratzia.
In nostro paese di est quando succede strage rimane impunita, nostri magistrati deboli con i forti, forti solo con i deboli, non come grante fostro bel paese Italiota con avvocato grande potente Rocco Tasca..
Io contento di essere finalmente in paese Italiota che conosco bene, politzia brava, commissario Montalbano, Maresciallo Rocca, RIS, e Carabiniera femmina con tette grosse.

Adesso aspetto in grande albergo con sbarre in bella isola italiota, aspetto non so perchè io aspettare forse per posto da Amadeus o da zio Gerry per mio premio di denaro italiano.
Io spero uscire presto da questo grande albergo e potere vivere come cittadino in grande paese pieno di democràtzia come Italia essere libero per strada senza paura che carabiniere mi picchi, io tranquillo se incontro carabiniere in Italia e poi spero tanto che quando trovo carabiniere sia quella bona con tette grosse.

Scritto da Lavorini alle 03:41 circa | link | commenti (24) |
firenze, la repubblica delle banane

venerdì, 27 luglio 2007
George re indiscusso del gianduia.

 

 


Ci sono abitudini quotidiane che passano inosservate, apparentemente insignificanti ma che ripetute ogni giorno creano un percorso fisso dentro la tua esistenza, abitudini quotidiane che con la loro insistenza riescono a solcare la tua essenza, come un viandante che per anni tutte le mattine percorre lo stesso sentiero diventa fautore del sentiero stesso tu divieni parte delle tue abitudini in maniera indelebile e ogni giorno contribuisci a rafforzare questo legame che ti solca profondamente. Questa profonda e delirante premessa per dire che purtroppo il bar “caffè Basirocchi” ove mi reco solitamente a fare colazione in questo periodo è chiuso per ferie e io sono costretto ad una fastidiosissima trasferta, trasferta resa ancora più insopportabile dalle caratteristiche del luogo in cui sono costretto a recarmi.
Il caffè Basirocchi, dove di solito faccio colazione, è il tipico bar rifugio di casta bassa, in verità non si riesce a capire come possa sopravvivere qua a Soffiano quartiere “in” di Firenze, la beverly Hills de noattri, zona opulenta di borghesia bene, stracolma di casalinghe ingioiellate frustrate e manager allampadati dal naso infarinato. Il proprietario del bar è un tretacinquenne Calabrese verace convinto che il pianeta terra sia composto da “Calabria” e “ resto del mondo”. Nella sua eterna finale calcistica “Calabria” contro “ resto del mondo” propina ai clienti panini imbottiti di peperoncini nucleari e ogni sorta di delizia dall'impronunciabile nome calabrese, con la convinzione di convertire il debosciato corredo genetico di noi Fiorentini in solidi e piccanti geni calabresi. Il bar consta di una fauna di avventori molto pittoresca, personaggi che sembrano usciti da romanzi di Pennac, anzi sono convinto che Pennac in realtà i libri li abbia scritti al tavolo tre del caffè Basirocchi.
Il buon Giovanni, il proprietario, si destreggia con l'affabilità di un rinoceronte sociopatico fra casalinghe videopoker dipendenti che dilapidano la pensione e falliti alcoolisti ormai poco anonimi. Giovanni ogni tanto ha qualche guizzo di vitalità e improvvisa aperitivi con gli avanzi del pranzo e lotterie con ambiti premi quali scamorze affumicate calabresi e scatole di Ferrero rocher scadute.
Il fantomatico luogo pregno di affascinate umanità Pasoliniana è per me fonte inesauribile di quotidiane considerazioni sociali e aperitivistiche, ad esempio su come l'aperol-soda si sposi efficacemente con le noccioline caramellate.
Dall'altra parte della piazza c'è la superblasonata pasticceria Giorgio, attraversare la piazza è come fare un viaggio sociopolitico, sembra di passare dall'emisfero meridionale del mondo a quello settentrionale, immediatamente ci si trova catapultati nella “crem della crem” della vita bene del quartiere, ed è meta della mia triste trasferta quotidiana.
Entrare nella pasticceria Giorgio dopo un anno di colazioni a base di cornetti antiproiettile di Basirocchi è come essere catapultati in Lapponia in infradito, il gelo ti pervade, l'ambiente è antisettico e manca del confortante ronzio delle mosche, gli occhi di ghiaccio degli avventori ti trafiggono, ti spogliano squadrandoti da capo a piedi lasciandoti in mutande, e considerando l'abbigliamento degli avventori e che le tue non sono mutande di Kevin Cline, ci fai una brutta figura. In certe occasioni ti manca tanto il tuo Rolex, ancora di più ti manca il fatto di non aver mai posseduto un Rolex.
La pasticceria Giorgio è icona di buon gusto, sembra di essere a Carrara o dal macellaio, marmo ovunque, marmo verde Guatemala, probabilmente fatto venire dal Guatemala a dorso di Negro Guatemalteco frustato a sangue, i lampadari sono di cristallo di Bohemia e telecamere a circuito chiuso sono installate a tutti gli angoli, probabilmente per controllare che i ricchi avventori non si rubino i tavolini. Da Giorgio si parla solo e rigorosamente sottovoce, non in un normale tono proletario, solo nell'aristocratico sottovoce, a volte mi confondo, mi sembra di essere in farmacia, e invece di un caffè ordino un frullato di Optalidon e il barista mi guarda con sguardo schifato.
Il padrone e proprietario indiscusso di cotanta opulenza è il famigerato “ Giorgio” praticamente il commenda de “ i ragazzi della terza C”, inflessibile con i dipendenti si narra che una volta una cameriera per aver bruciato un toast sia stata marchiata a fuoco su di una natica con lo stemma del locale.
In questo ambientino circondato da direttori di banca, veline cinquantenni a vita bassa e di basso profilo, spavaldo e fiero mi bevo il quotidiano caffè, meditando sulla necessità di essere e non apparire..
Essere ormai cornetto antiproiettile dipendente.

www.pasticceriagiorgio.it/locale.html

Scritto da Lavorini alle 09:41 circa | link | commenti (30) |
recensioni, firenze, culi in aria

giovedì, 18 gennaio 2007

Soffiano lane.
 
Sono tornato adesso dalla pausa caffé   e a quanto pare la caffeina ha stimolato la sopita meninge facendo scaturire una domanda , chissà se nelle altre città esistono realtà equivalenti, in verità me lo chiedo spesso  quando mi capita di girare questo quartiere.
 Il posto dove lavoro è nel quartiere di Soffiano, in verità è pure il quartiere dove sono nato e cresciuto ma per una sorta di dislocamento spazio temporale sembra essersi deformato fino a renderlo irriconoscibile. Intendiamoci, gli edifici sono pressappoco gli stessi, le vie anche , ma la gente si è trasformata. Quello che era un quartiere popolato da   famiglie di borghesia media, che spedivano i bimbi per strada a giocare è divenuto una sorta di “Beverly Hills de noattri” .
 In linea  con i temi socio culturali della manifestazione che si terrà il 22 gennaio al CPA Firenze sud, pubblicizzata da Pralina  segue una breve descrizione dell’abitante tipo di Soffiano.
 
 
Kevin calvo e il suo attico a Soffiano.
 
Kevin calvo dorme tranquillamente nel suo letto di legno bubinga. Il bubinga è un rarissimo ciliegio africano, rarissimo perché nel deserto Sahariano è difficile trovar acqua per annaffiare i ciliegi, ci vogliono almeno una ventina di negretti disposti a farsi 120 chilometri a piedi ogni giorno camminando sotto il sole a picco con sopra la testa una tanica da 25 litri piena di acqua, tutto per     annaffiare un ciliegio che servirà a fare un bel letto.  Il ciliegio Africano è reso raro pure dal fatto che spesso questi negri hanno la brutta abitudine di crepare  durante il tragitto rendendo così poco probabile che il ciliegio possa crescere abbastanza da poterci ricavare un bel letto per tipi come il nostro Kevin calvo. Ma Kevin calvo non se ne preoccupa, lui dorme beato avvolto dal piumone di penne di dodo nel suo letto di bubinga.
Kevin calvo è un tipo esclusivo, deve avere il meglio, per lui, per la sua famiglia e per i suoi figli, e non sarà certo la morte di qualche migliaio di sporchi negri a contrastarlo.
Suona la sveglia di Kevin, la sveglia proietta l’ora sul soffitto, sono le 7,30.. Kevin deve sbrigarsi perché deve accompagnare la bimba a scuola, oggi tocca a lui e le suore della scuola privata puniscono il ritardo delle alunne in modo severo e lui padre premuroso non vuol far soffrire la sua piccina.
Kevin si rade in bagno mentre sul televisore da 64 pollici plasma scorrono le ultime quotazioni delle sue azioni  Iraq Oil. Le azioni  dopo l’invasione dell’Iraq denunciano un utile netto del 26 %, Kevin è felice, nel suo mondo è un bel giorno.  Kevin guarda con orgoglio il panorama della collina di Bellosguardo attraverso la  finestra del suo bagno. Una passata di dopobarba “acqua belva” il dopobarba di chi “non deve chiedere mai”,ed è pronto.
La scuola privata della figlia di Kevin dista 300 metri da casa ma Kevin naturalmente non la accompagna a piedi, lui non può perdere tempo, lavora lui, i suoi attimi sono preziosi.
 Kevin per accompagnare la piccina a scuola usa un SUV  biturbo dodicimila di cilindrata, solo per accenderlo e riscaldarlo se ne vanno 6 pozzi in Iraq e due tonnellate di ghiaccio ai poli. Ma Kevin è felice perché oggi c’è il sole, anzi, stranamente in questo Gennaio c’è sempre il sole, Kevin per questo è felice.
Kevin parcheggia il suo SUV rigorosamente e soltanto in terza fila, perché si sa, a Soffiano non si trova mai parcheggio e poi il suo SUV è bello da far notare..
Kevin ha una bella, brava e bionda moglie, ma oggi è giovedì, e il giovedì la moglie non può proprio occuparsi della famiglia. La moglie di Kevin tutti i giovedì ha appuntamento con l’estetista, ci passa tutto il giorno, Kevin non ha mai capito però perché la moglie si depili prima di andare dall’estetista, o forse lo ha capito ma non gli importa. La sua vita và bene così, senza troppe complicazioni. Kevin è felice.
Kevin bacia sulla fronte la bambina e poi la guarda correre verso la scuola, dalle pinguine ammaestrate. Kevin è convinto che quella sia la scelta migliore per sua figlia. Kevin mette in moto il suo dodicimila turbo e si avvia verso il lavoro, la bimba di Kevin  saluta Kevin con la manina, si volta verso la scuola e inizia a piangere.
Kevin fa l’avvocato penalista, in questo periodo le cose vanno straordinariamente bene perché il suo studio legale ha acquisito la difesa di una coppia di coniugi che ha sterminato una famiglia di vicini  di casa.  Kevin è felice di aver ottenuto questo importante caso. Il caso è ben pubblicizzato da tutti i media e questo darà una straordinaria visibilità al suo studio. Kevin pensa già agli introiti che gli porterà questa causa, Kevin  pensa di comprarsi una villa in campagna con gli utili derivanti da tutta quella pubblicità gratuita. Questo pensiero  rende felice Kevin.
Kevin nel pomeriggio ha un appuntamento, lo ha sempre il Giovedì, lui lavora duro, è un lavoratore instancabile e si spacca la schiena 12 ore al giorno per il bene della sua famiglia. Kevin ha diritto a una distrazione, la distrazione del Giovedì. La  distrazione di Kevin si chiama  Jolanda.  Jolanda è magnifica perchè fa stare bene Kevin, Jolanda rende felice Kevin, poco importa se ha 17 anni, viene dalla città di San Paolo e sul passaporto di fianco alla voce  nome c’è scritto Edoardo.
Kevin è tornato tardi anche stasera, la sua bimba dorme già, la colf gli ha preparato la cena e la moglie gli ha scritto un SMS in cui dice di cenare pure perché ritarderà un po’   poichè l’estetista deve finire il suo lavoro. 
Kevin mangia da solo, dà uno sguardo sfuggente ai canali per adulti di SKY, bacia sua figlia mentre dorme e và a letto.
Va a letto… stanco, ma felice.

Scritto da Lavorini alle 15:54 circa | link | commenti (31) |
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