
Ahhh! bella Soffiano, quando vivevo in questa zona, al tempo dei dinosauri, come già accennato in precedenza, era una quartiere normalmente popolare, occupato per la maggior parte da una borghesia media che mandava i propri figli a giocar in strada e faceva la spesa alla coop. Adesso la popolazione è divisa fra i pochi anziani rimasti con annessa badante clandestina e i nuovi inquilini, boriosi individui che credono di essersi elevati ad un livello superiore salendo sul proprio portafogli gonfio e da quell’altezza guardano tutto ciò che li circonda con regale distacco.
In questo stupendo clima di umana solidarietà è incastonato come una perla l’unico minimarket del quartiere, un piccolo supermercato dove un etto di cotto ha il prezzo di un collier di Tiffany, il minimarket esercita il suo monopolio indiscusso di distribuzione di alimentari, infatti l’abitante medio di soffiano i propri acquisti li fa in centro o se proprio è obbligato, cercando di attirare meno l’attenzione possibile onde evitare di passare per proletario, al supermercato de Beers (un diamante è per sempre, soprattutto le rate) acquistando rigorosamente solo prodotti di marca.
Sempre nel giurassico, quando io vivevo a soffiano, il direttore del minimarket era il prototipo del direttore anni 70, un signore di mezza età con i basettoni lunghi e i capelli canuti ben curati, con un sigarino che penzolava dall’angolo destro della bocca il bravuomo era costantemente indaffarato a far tornare i conti degli esigui (allora ) incassi e a rimpinguare gli scaffali di scatolette di simmental . Rapido come un furetto si destreggiava ormai da decenni fra gli scaffali del negozio, suo Habitat principale, scaffali fra cui viveva perlomeno ventisei ore al giorno. Fantastica era la sua auto, una Mercedes pagoda del ventennio precedente, non che il mezzo gli servisse poiché viveva praticamente in negozio, ma era il suo status ad imporlo, un direttore doveva avere necessariamente un’ auto da direttore.
Erano i bei tempi andati, Il direttore attuale è un ragazzotto rampante di età indefinita, forse sulla quarantina. Il funesto individuo abbigliato come un ventitreenne imbecille, con i suoi jeans di cavalli e la cintura di cammelli, di una carnagione di color simile al brasato al barolo che faccio io, arriva in negozio normalmente mai prima delle 10:00, arriva con la sua mini auto SMERD con una velocità che “pare abbia appena fatto una rapina” e parcheggiando l’auto trasversalmente al posto per handicappati fa una fugace visita al negozio per poi catapultarsi immediatamente alla vicina pasticceria di cui ho già parlato in passato.
Occupazione principale del direttore, a parte farsi dei nuovi tatuaggi ogni semestre è trombarsi ripetutamente tutte le avvenenti casalinghe della zona, infatti cosa c’è di meglio di una sveltina mentre si scende a far la spesa? L’uovo di colombo! La quadratura del cerchio! Insomma, l’uomo giusto nel posto giusto. La pasticceria George è il suo terreno di caccia preferito, mentre è seduto al tavolino all’aperto con il suo sguardo felino squadra ogni cinquantenne bionda popputa botulinizzata e facendo una rigorosa cernita fra quelle già timbrate e quelle da timbrare, si concede in amabili convenevoli e virili disquisizioni sulla qualità delle sue prestazioni sessuali. Le piacenti di mezza età sciamano intorno al novello gigolò, il fuco dell’alveare, l’unico che può riaccendere un minimo di passione in quei corpi smunti da diete ipocaloriche e ormai appassiti. Naturalmente la direzione del supermercato si può più paragonare ad un hobbie che ad un lavoro, dato che la sua occupazione principale è quella del gigolò tibratore di tardone, d'altronde come dargli torto? Come impiego è molto più remunerativo e , anche se è un lavoro duro, qualcuno deve pur farlo. La sua funzione ha quasi una valenza sociale, senza di lui sicuramente nel quartiere ci sarebbero molte più casalinghe insoddisfatte sessualmente e depresse e probabilmente pure un maggior numero di divorzi. Insomma lo si può definire un assistente sociale della Minchia, un volontario ristoratore di patonze, un ascoltatore con orientamento psicoanalitico del clitoride.
Nonostante la sua importante funzione sociale che comprendo e ritengo fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio psicologico dell’ odierna tipica coppia media abitante di soffiano non posso far a meno di rimpiangere il buon vecchio direttore, fautore del bel tempo andato, e sperare di
rivedere la sua Mercedes pagoda parcheggiata sotto il supermarket, e il suo faccione paonazzo mentre riempie gli scaffali del negozio con scatolette di simmental.






