martedì, 28 aprile 2009 | in : telefollie

 
Oggi riflettevo sulla oggettiva necessità di sterminare il popolo dei giornalisti tutto e già che ci siamo pure Magalli, così per sport.
Una così drastica e sanguinaria soluzione non  porterebbe sicuramente  ad un mondo migliore ma almeno riuscirei a vivere i  decenni che mi restano in maniera più serena e senza dovermi preoccupare di eventi catastrofici che in nessun modo potrei evitare.
Ad esempio perché preoccuparsi di un terremoto devastante quando comunque tutti i costruttori italiani hanno deciso di costruire le case con i kit della playmobil utilizzando per il calcestruzzo anzichè malta bastarda lo “slaim vermi”? E poi se si chiama bastarda la malta ci sarà un motivo no? Meglio non usarla avranno pensato! Divagazioni cinefile a parte, la riflessione che infesta il mio piccolo e inerme cervello è : dovrò preoccuparmi fra un paio di anni di una possibile pandemia di “ unghia incarnita del toporagno”?
 
Nel marzo del 2001 il mondo venne sconvolto da quella che doveva essere la più grossa emergenza sanitaria del decennio:  la “BSE”, ovvero la sindrome della mucca pazza.  Dopo empirici tentativi di psicoterapie di gruppo  coi vitelli si decise di bandire la bistecca alla fiorentina per scongiurare il rischio di un contagio di massa, ma la enorme sega mentale giornalistica era già partita e come una valanga niente avrebbe potuto fermarla.  Per mesi ci hanno tartassato con il PRIONE.. ve lo ricordate il PRIONE? Il prione, già,  questo piccolo bastardo si annidava ovunque pronto a liquefarti il cervello,  tu ti volevi fare un carpaccio con la rucola,  ma no! Ecco in agguato il PRIONE o meglio, il giornalista che ti parlava continuamente del PRIONE e ti  faceva sentire un pazzo incosciente se solo guardavi il banco frigo della coop.
 
Due anni dopo c’è stata la SARS, ve la ricordate la SARS?? A causa di psicosi attivate da deliri mediatici di giornalisti pareva di essere nel telefilm E.R. medici in prima linea. Tutti avevano la mascherina, tutti. Una volta nel 2004 ho incontrato per strada uno che non ce l’aveva e mi sono spaventato a morte, erano mesi che non vedevo un naso!
 
Nel 2006 è stata la volta della “INFLUENZA AVIARIA”  questa volta i cari giornalisti ci andarono un po’ troppo pesante e a causa della loro incauta propensione per la notizia catastrofica fecero fallire decine di allevatori di pollame. E allora per rimediare, giornalisti impazziti che mangiavano polli in diretta, direttori di giornale che limonavano con tacchini, amplessi carnali senza profilattico  con struzzi, tutto pur di dimostrare che il volatile era una specie sicura.
 
La moda mediatica del momento , dato che il terremoto in Abruzzo iniziava a non tirare più si chiama “INFLUENZA SUINA”,  che più che una malattia sembra il mio stato  sessuale permanente. Questa volta  ci assicurano che è una cosa seria ed io ho già pronte scorte di maalox per la gastrite da ansia.
Una cosa seria, molto seria, sono morte già 130 persone, ma se facciamo la somma di tutte le vittime di tutte le presunte pandemie che ci hanno così precocemente ed efficientemente annunciato  negli ultimi dieci anni ci accorgiamo che non raggiungono le vittime di una influenza comune in un anno.
Tanto per citare un dato ad esempio nel mondo in un anno muoiono due milioni di persone solo per la dissenteria http://www.internationalia.net/2009/03/11/due-milioni-lanno-le-vittime-della-dissenteria/ .
Fortunatamente non c’è da preoccuparsi  perché  una nota casa farmaceutica ha pronte  QUATTRO MILIONI di dosi dell’antivirale efficace per l’influenza suina (che guarda caso è lo stesso della influenza aviaria), molto casualmente le aveva lì, sembra che fossero avanzate dall' ultima pandemia di “giradito del procione”.
Lavorini @ 21:16 | commenti (11)(popup) | commenti (11)