
Con la nascita di mio figlio è aumentato in me il desiderio di rincontrare vecchi amici e inseguire fantasmi del passato che possono spiegare meglio come io sia diventato ciò che sono, quasi a volerlo ribadire nella memoria per poter passare un giorno il testimone a Lorenzo senza che tutta quella inutilità di azioni che rappresentano la mia esistenza vada perduta.
Lo so, sono largamente in anticipo per il mio testamento spirituale ma siccome sono un tipo precisino e mi piace cominciar per tempo le mie opere sto tentando di rintracciare gli improbabili individui che hanno fatto parte per brevi periodi della mia vita e dei miei hobbies, hobbies che adesso mi appaiono insignificanti ma che erano per me allora fondamentali e imprescindibili dal mio modo di essere e di concepire la vita e il constatarne adesso oggettivamente la loro inconsistenza ribadisce la mia maturità e mi fa capire quanto sia cambiato e quanto sia indispensabile questa mia ricerca.
Tutta questa ampia premessa per fare outing sul fatto che ero un metallaro. Si è la nuda verità. Ero un metallone di quelli che si vedono nei concerti coi cantanti che sembrano cantare per mezzo di rutti, quelli con le chitarre verniciate come i baci perugina e che urlano nell'orecchio di ignare vecchiette alla fermata dell'autobus perché il mondo si accorga di loro.
Nella mia seppur breve ma brillante carriera di metallaro ho suonato con molti personaggi di cui recentemente ho ricostruito le tracce, segue breve elenco in stile prima della cura/dopo la cura, cura a base di anni di mutuo e bollette dell'enel da pagare.
Beppe prima della cura: Era un ragazzo molto brillante, il cantante di una band a noi rivale ma con cui avevamo buoni rapporti. I suoi capelli erano quelli del fratello capellone dei cugini di campagna, biondo platino con cascate di riccioli, una chioma tale che a volte discorrendo animatamente con lui mi sembrava di parlare con Shirley Temple. Beppe era noto nell'ambiente perché mentre cantava durante un concerto, in preda a trance istrionica con un gesto atletico si buttò per terra ma non riuscendo più a rialzarsi finì il pezzo cantando steso sul pavimento.
Beppe dopo la cura: Beppe ha aperto una scuola di canto, ha sempre i riccioloni biondi anche se adesso sembra davvero un cugino di campagna e mantiene il suo spirito istrionico regalandoci perle di indimenticabile qualità artistica come queste: Tramvia Va via .
Marco prima della cura: Era il cantante del mio gruppo. Personaggio dotato di grande voce ma di scarsa memoria, sostituiva spesso i testi delle canzoni con suoni gutturali incomprensibili. A volte durante i concerti per vivacizzare l'esecuzione soleva prendere a calci il pedale dell'amplificatore dell'altro chitarrista gettandolo in testa ai disgraziati avventori delle prime file. Famoso nel gruppo per aver sceso una scalinata nel centro storico di Firenze con la sua Fiat Regata.
Marco dopo la cura: Marco è adesso un funzionario della Regione Toscana e questo ci dice tutto sull'elevata professionalità dei collaboratori di cui usufruiscono i nostri amministratori, spero solo che non si occupi di viabilità o di scale.
Enrico prima della cura: Chitarrista del gruppo insieme a me Enrico era particolarmente Rock, capelli lunghi fino alle chiappe e tatuaggione di dragone sul bicipite destro.
Le nostre capigliature in quegli anni erano tali che spesso quando viaggiavamo io e lui in auto ignari ragazzotti ci scorgevano attraverso il lunotto posteriore e tentavano l'approccio gridandoci dietro “ AAAA biondeee!!” per poi affiancare la nostra auto, guardarci in viso e fuggire inorriditi.
Enrico era molto rock, ma con un intestino fragile come un calice di cristallo, sofferente di colite spastico nervosa putrens, prima di ogni esecuzione doveva localizzare la toilette visitarla almeno dodici volte per sperare di non dover abbandonare l'assolo sul più bello.
Enrico dopo la cura: E' identico a prima, molto rock ,capellone e con il solito tatuaggione sul braccio, solo che adesso ha la scorta di antispastici in tasca e probabilmente vista l'età il Tena lady sotto i jeans sdruciti
Filippo prima della cura: Filippo era mio compagno di università ad ingegneria, un tipo pacato piccolo ed esile, anche lui chitarrista ma amante del genere dark. Eravamo un metallaro e un dark amici, incredibile ma vero. Quando eravamo insieme io e Filippo sembravamo una piattola e il martello che sta per schiacciarla, Filippo aveva una testa notevole infatti nota stonata in quel mondo di automi si cancellò da ingegneria e si iscrisse a filosofia e non lo vidi più.
Filippo dopo la cura: Di lui ho solo sporadiche notizie, dopo una breve convivenza con altri studenti di filosofia in un appartamento in centro sul cui campanello c'era scritto “ famiglia Addams” se ne è persa ogni traccia. Le ultime informazioni che ho lo collocano a Marradi in preda a allucinazioni lisergiche mentre cerca un approccio poco platonico con un frassino secolare.
Filippo se leggi questo fatti vivo che siamo preoccupati.. soprattutto per il frassino.
Lavorini @ 04:38 | commenti (40)(popup) | commenti (40)





