
Sabato attiverò la tanto sospirata “modalità ferie”, quello stato d'animo ascetico che deriva dal godimento delle meritate ferie, acme del piacere , sublime estasi, conquistata dopo dodici mesi. Non si tratta di un posto fisico ma di una condizione mentale. La mia “modalità ferie” rimarrà probabilmente attivata fino a settembre, quindi saluti e caci.
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Esiste un periodo dell'anno in cui è elevata la probabilità dell'attivazione anticipata della modalità ferie, modalità pericolosissima se attivata in periodi dell'anno incongrui. Infatti un individuo che si trovi ad operare in tale modalità appare completamente scevro da ogni ambizione cultural-socio-comunicativa con un quoziente di attenzione agli eventi esterni pari a quello di un piatto di arselle. Non so se avete presente l'elevata reattività di un piatto di arselle alla proiezione di documentari sul periodo impressionista da Cézanne a Mondrian, ecco.. l'immagine è più o meno quella.
Con mente in ascesi proiettata alla visualizzazione di lidi di bellezza inimmaginabile l'individuo in modalità ferie si muove lievitando a sei centimetri da terra, di tre quarti, tipo Lilly Gruber, e sovente viene scambiato per l'apparizione della Madonna di Loreto.
Si narra che il Buddha in realtà abbia preso ispirazione per le proprie profonde meditazioni dal comportamento di un bramino asfaltatore nel periodo di ferragosto.
Come vi dicevo è importantissimo non attivare tale modalità mentre si è ancora impegnati in attività lavorative, culturali, o sociali, pena disdicevoli inconvenienti.
Ad esempio un individuo “A” durante lo svolgimento della propria normale attività lavorativa attivando anticipatamente la propria “ modalità ferie” potrebbe ritrovarsi in una situazione del genere:
L' individuo “ A” di professione affermato medico pediatra si trova nel proprio studio in attesa del prossimo paziente, la segretaria entra nello studio accompagnando una madre apprensiva che tiene per mano il proprio bambino visibilmente febbricitante. Il medico, con lo sguardo clinico che solo i grandi luminari della scienza possiedono guarda il piccolo rosso peperonato bimbo mentre con piglio professionale dice alla madre di accomodarsi sulla sedia.
Proprio mentre il medico si accinge alla visita del piccolo inavvertitamente scatta in lui la “ modalità ferie” detta anche modalità “m'porta sega.”
Con sguardo vacuo e dondolando il dottore si rivolge alla madre:
Dottore:: ”Allora per la diarrea di Luca una limonata ogni sei ore, grazie e arrivederci”
Madre : “ Ma .. dottore, lui è Francesco.. e non ha la diarrea!”
Dottore: “Per la stipsi di Aristarco allora prugne cotte ogni sei ore, grazie e arrivederci”
Madre : ”Dottore!! Francesco, si chiama Francesco e ha la febbre!”
Il dottore con ormai visibili segnali di delirio si rivolge al bambino :
Dottore: “Allora ghiaccioli alla prugna ogni sei ore, ti piacciono i ghiaccioli vero Getulio?”
Madre :”Ma insomma dottore! Francesco ha trentotto e due! ”
Dottore: Con suardo triste “Porca miseria mai visto un caso così evidente di nanismo, povero Ermete!”
Madre :”Francesco!! è Francesco!!”
Dottore: ”No, io mi chiamo Luigi signora. Comunque il nanismo è ereditario quindi anche lei lo erediterà da suo figlio, non c'è cura, si rassegni.”
La madre imbizzarrita si alza, strattona via dalla sedia il bambino e si avvia verso la porta, il dottore la segue con il suo sguardo vacuo e prima che esca urla:
Dottore: ”Signora, io comunque il suo nano diarroico lo porterei da un medico, secondo me ha la febbre.”
Lavorini @ 17:46 | commenti (13)(popup) | commenti (13)





