giovedì, 17 maggio 2007 | in : dura la vita

 

 

Visto che il mio fantastico esperimento di sintesi vocale non ha riscosso il minimo successo mi vedo costretto a deliziarvi ancora con la mia immortale prosa.
Peccato però.. pensavo che il post multimediale fosse da voi gradito invece si è dimostrato meno rassicurante del previsto e a tratti inquietante, mi scuso con tutti quelli che dopo l'ascolto dello scorso post hanno tentato il suicidio mediante taglio delle unghie troppo corte, tentativo che peraltro deve essere dolorosissimo (Ho la ciccia di gallina solo al pensarci) e ben poco risolutivo.
Oggi ho fatto le analisi del sangue. Ecco pressappoco come è andata:

Voglio Fucchiare il tuo Fangue!

Se vuoi avere una minima speranza di uscire dalla ASL prima delle undici devi impostare la sveglia non dopo le tre e quarantasei di notte. A quell'ora si svegliano solo i metronotte i pasticceri e chi deve fare il prelievo del sangue. In stato di letargia vigile tenti di vestirti e appannato da un devastante sonno scambi calzini per mutande, mutande per berretto e camicia per pantaloni, il risultato che ne consegue è che se per caso passasse da li in quel momento Sbirulino ti direbbe: “ ma come cazzo ti sei vestito?”.
Il prelievo và fatto RIGOROSAMENTE a digiuno, quindi guardi sconsolato la macchinetta del caffè che in un attimo di delirio sembra dirti con lo sportellino parlante: “ bevimi non se ne accorgerà nessuno”,ma in mente hai ancora quel prelievo di due anni prima, quando in preda ai morsi della fame masticasti una gomma prima del prelievo e l'infermiere agitando la provetta controluce come fanno gli esperti sommelier ti disse : “ strano, si vedono piccole tracce di Brooklyn, la gomma del ponte “. Quindi niente caffè, niente tè, niente latte, niente sospirato cabaret di paste.
Il tragitto da casa alla ASL è devastante, in preda ai morsi della fame e a ripetuti attacchi di narcolessia apoplettica hai delle visioni mistiche, la madonna del globulo rosso, san trigliceride martire e tutta la serie degli apostoli ipoglicemici. Mentre cerchi di parcheggiare nel cortile della ASL noti i primi bagarini che vendono biglietti numerati per i prelievi, uno di loro furtivamente ti si avvicina sussurrandoti: “ Dottò, tengo il biglietto numero cingue, solo cinguanta euri, un affare dottò.. un affare!”
La sala d' aspetto della ASL è un incrocio fra il campo profughi Albanese e un campo rom, leggende mitologiche narrano di epici individui in fila dal 1907, accampati con tende da campo militari in stoiche resistenze al limite dell'inverosimile. La fila per ottenere il numerino è più che altro la mischia della finale del sei nazioni, pensionati con la mazza si fanno largo sferrando fendenti su tibie di malcapitati, vecchiette in carrozzella investono poveri disgraziati e con estrema perfidia fanno pure retromarcia, donne fingono gravidanze con cuscini, ci sono pure biechi tentativi di corruzione da parte dei più abbienti. La mischia è al limite quando spunta furtivamente l'addetto della ASL che tiene in mano il distributore dei biglietti, sguardi assassini lo trafiggono, mentre un ottantaseienne lo indica col bastone gridando: “ Eccolo!! ha con se i biglietti !! all'attacco!!” spaventato dalla folla il disgraziato che preferirebbe essere un domatore di tigri nudo e ricoperto di nutella lancia il rotolo dei biglietti in mezzo alla folla e scappa urlando, la ruota dei numeri scompare nella folla in una nube di cellulosa polverizzata.
Sei tentativi di distribuzione dei biglietti dopo, la folla sembra essersi tranquillizzata e a parte i mutilati e i dispersi tutta la faccenda sta assumendo un andamento più civile, anche perché di solito otto ore e mezza di attesa calmano anche gli animi più focosi.
Quando arriva il tuo turno contrariamente ad ogni legge della fisiologia umana le tue vene misteriosamente decidono di scomparire, il sangue si asciuga e ogni traccia di fluido corporeo si trasforma in sabbia sotto lo sguardo dell'infermiere che istantaneamente assume le sembianze di un personaggio di Stephen King.
Ventisette fori dopo, con un braccio penzolante e avvizzito come le tette di Marta Marzotto, guadagni l'uscita dirigendoti verso il bar accanto alla ASL per l'agognata colazione.
Le paste del bar naturalmente risalgono alla presa della bastiglia, sono di molibdeno con sopra un sottile strato di polvere di marmo che somiglia a zucchero, in compenso il cappuccino è petrolio, sei indeciso se berlo o metterlo nel serbatoio della vespa, ma quell'ora con sei litri di sangue in meno ti mangeresti perfino le ricette della Clerici.
Dopo la lauta e siderurgica colazione, puoi finalmente andare al lavoro, disseppellisci la macchina dalle multe che la ricoprono, con guida sportiva eviti gli ultimi venditori di cerotti che ti ammorbano e ti immetti nella tangenziale. Una volta al lavoro fissi con sguardo soddisfatto il modulo per il ritiro dei risultati degli esami, il cuore ti si riempie della gioia di chi ha compiuto grandi imprese, gioia che però si interrompe bruscamente quando noti la data prevista per il ritiro del referto : il 28 aprile 2012.


Lavorini @ 15:42 | commenti (35)(popup) | commenti (35)
lunedì, 14 maggio 2007 | in :
ne sò un paio fortissime....
Lavorini @ 18:33 | commenti (19)(popup) | commenti (19)
giovedì, 10 maggio 2007 | in : dura la vita

  

Caro utente di poste italiane tu non lo sai ma sei un utente di poste italiane e sei pure sbadato visto che ti sei dimenticato di fornirci i dettagli di tutte le tue password di accesso, le tue chiavi di casa e il contratto di casa tua. Provvedi quindi al più presto a farci pervenire il codice dell'antifurto di casa e dieci milioni in banconote di piccolo taglio.
Se non provvederai al più presto non potrai più allungare il tuo pene grazie alle fantastiche offerte che quotidianamente ti proponiamo e le offerte delle pasticchine blu che ti piacciono tanto anziché a te le faremo al tuo gatto, che poveraccio non riuscirà più a camminare a causa della quinta zampa erettile che gli spunterà.
Quindi caro membro di poste italiane e di quelle dello Zimbawe interruttora sopra a questo connettore al più presto in modo che noi possiamo deliziarti di nuovo con i nostri fantasmagorici servizi, come messaggistica di giovani vergini che provano incesto con il prozio del Dakota e sesso selvaggio con animali tipo lombrichi della Patagonia e belle toporagne muschiate.

Ti salutiamo io, amministratore delegato, il mago zurlì mio collega e il postino suonato due volte.

Un ultima cosa, stai attento alle truffe on line, interruttora solo su collegamenti no dangerosi, mi raccomandiamo, stai safly.
Lavorini @ 17:55 | commenti (20)(popup) | commenti (20)
martedì, 08 maggio 2007 | in : ab qualcosa

 

  

- l' eleganza è dote innata dell'individuo. L'eleganza caro mio, è una dote intrinseca e non la si può acquisire. Devi capire che la vera eleganza nell'abito sta nel non farsi notare, avere un abito sobrio e non farsi mai notare. Per esempio.. hai visto Lord Brummel al ricevimento della Duchessa ieri sera?”

- No...veramente no..

- Vedi ? Ahh.... Come era elegante!
Lavorini @ 11:44 | commenti (21)(popup) | commenti (21)