giovedì, 21 dicembre 2006 | in : feste comandate

 

Sono Babbo Natale, piacere.
Piacere, io Zio Pasquale.
 
Io e il mio neurone in multiproprietà stavamo riflettendo su quanto si sia perso dello spirito del natale.
Ricordo con nostalgia quando lo spirito del natale scorreva potente nelle nostre vene, e luke skywalker era jedi.. , no, quella è un'altra storia.
Comunque, che nostalgia quei bei natali anni 80, pieni di consumistico sano edonismo reganiano,   non ci sono più i natali di una volta, la frutta non ha più sapore della frutta di una volta , ai miei tempi si che si lavorava davvero e si stava meglio quando si stava peggio.  
Oggi giorno abbiamo perso contatto con il più profondo spirito natalizio, quello di una sana abbuffata di shopping compulsivo. Le nostre anime affrante vagano raminghe per negozi etnici di commercio equo e solidale, cercando di far regali appropriati, sostenibili per chi li ha prodotti e mirati per le persone che li devono ricevere, anziché optare per quei  deliziosi presenti di una volta  tipo la cravatta che suona allegre melodie natalizie per il cognato, o il vassoio raffigurante scene di caccia per la zia Siponta.  Abbiamo ridotto una sana tradizione consumistica a consapevole festa laico religiosa, è uno scandalo! Allora aderite ad un natale più global, più consumistico, più vero. Segue breve decalogo per un sano natale consumer.
 
1                     Per i tuoi regali acquista solo in negozi di grande distribuzione aderenti a multinazionali,  preferisci i supermercati che   si servono di dipendenti interinali con contratto a termine di non più di dodici giorni.
2                     I prodotti che acquisti devono essere fatti rigorosamente nei seguenti paesi : China, Taiwan, Corea, Pakistan, San donnino.
3                     Per l’albero di natale meglio se ti organizzi per un bel disboscamento di massa, meglio ancora se con diserbante a base di diclorofenil-putridume.
4                     Le decorazioni dell’albero devono essere rigorosamente monouso e colorate con coloranti tossici, severamente vietato riciclare quelle del natale precedente. Le luci dell’albero devono consumare corrente almeno come lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro durante le partite in notturna.
5                     Acquista tutto il comprabile, della  tua tredicesima non deve avanzare nemmeno l’ammontare per un ghiacciolo.
6                     Il cenone deve essere a base di alimenti rari esotici costosissimi, meglio ancora se tutelati dal WWF o da   greenpeace, vanno bene: Aragoste, Astici, Ostriche, Carpacci di Balena, Struzzi, Gnu , Zebù, Caribù, Polpettine di Dodo, uova sode di brontosauro.
7                     Non regalare libri, abbonamenti teatrali, o corsi di nessun  tipo. Non regalare niente che possa indurre a pensare. Ciò è male! E’ molto male!
8                     Non dimenticare nessuno per i regali, e quando dico nessuno.. intendo nessuno ! Familiari, colleghi,  amici, conoscenti, chi è passato a comunione e cresima con te, l’imbianchino che ti ha rifatto gli infissi l’anno scorso e il prozio Arturo ( non ridere c’è sempre un prozio Arturo).
9                     La notte di Natale provaci almeno con tua cognata.
10                  Sii buono, Mostra tutta l’apparente tua bontà…ma almeno un senegalese con l’auto schiaccialo.
Lavorini @ 17:25 | commenti (31)(popup) | commenti (31)
mercoledì, 13 dicembre 2006 | in : ab qualcosa

 

Dimmi quali sono le tue chiavi ti dirò che serratura sei.
 
Di seguito in grassetto  le chiavi di ricerca più frequentemente utilizzate per raggiungere il mio blog dai motori di ricerca.
Le "chiavi digitate"  le ho ricavate mediante "SHINYSTAT" un  programmino di statistiche di contatti sui siti (il bannerino nella mia colonna di sinistra)
 
 
 
 
lavorini di natale (si, addobbato a festa con le palle colorate le lucine e il puntale , OIOI! Il puntale infilato là come frizza!)
 
quando compilare il cid ( caro se sei davanti a un p.c. a meno che tu non abbia fatto un incidente in ufficio correndo in corridoio utilizzando una sedia con le rotelline  ormai è tardi)
 
argomento di stasera a porta a porta (questo è bruno vespa di sicuro, fa un po’ di auto promozione in rete)
 
bronchenol (utile di questi tempi ma proprio non capisco che cazzo c’entri io)
 
calze a rete grande ( io con le calze a rete ci faccio sempre la mia porca figura, ci faccio)
 
cid costatazione ( non insistere, caro.. ormai è tardi)
 
cid stato immatricolazione   ( senti, facciamo così… lo specchietto te lo ripago io eh?)
 
cioccolatini forma cuore  ( ma che tenero.. pucci pucci.. ammmmore, mi immagino la sua faccia quando ha aperto il mio blog)
 
compilazione cid ( senti, non fare così è solo uno specchietto)
 
consiglio tratta bene le tue ginocchia ti mancheranno ( si, questo è veramente un buon consiglio, anche il cervello credo, poiche uno che scrive una chiave di ricerca del genere deve smettere di abusare di sostanze psicotrope)
 
culi a 90 gradi ( ecco questo mi si addice proprio, ma a 90 gradi non bolliva l’angolo retto? Non so.. son confuso) 
 
culturisti  ( dopo i culi a 90 i cul turisti sessuali)
 
gianluca regnicoli ( ma dai! Dopo tanto tempo guarda chi si sente! Non ci credo, ma proprio.. Gianluca Regnicoli! Ma pensa.. ma pensa…ma  tu pensa…Gianluca..Gianluca.. ma…chi cazzo è questo qui?)
 
goditi potere e bellezza della tua gioventù ( questo è quello delle ginocchia di sicuro, un filosofo, un guru)
 
grafici regioni monsoniche ( evvai ! finalmente un argomento su cui son ferratissimo!)
 
inno delle repubbliche socialiste sovietiche (inquietanti navigatori cosacchi nostalgici)
 
la telefonata ideale con il cliente ( su confidati caro, cosa c’è che non và nel tuo lavoro..)
 
lavorini è arrapato  (e erotomane pure)
 
le tue scelte sono scommesse come quelle di chiunque altro  ( caro.. si, può darsi, lo dico anche io, ma questa è la barra di google)
 
maschera da pecora per bambini ( inquietanti  cattivi genitori che  vogliono umiliare i propri figli.  Mascherato da  pecora? Ma povero bambino vestilo da Zorro dai) 
 
mobili ansel gretel   ( questo è sicuramente  un romantico designer dell’Ikea)
 
non consegno il cid ( bravo! Fai bene tanto non serve a un cazzo! Ovvia!)
 
odiare collega ( tu sei quello della telefonata perfetta al cliente,ti ho riconosciuto, hai seri problemi lavorativi caro, su confidati con me)
 
saccottino mulino bianco anno di lancio ( lancio del saccottino sul mercato, sei morti e tre feriti)
 
stato di immatricolazione sul cid ( su questo incidente sei sempre più confuso ciccio)
 
stato immatricolazione su cid  ( proviamo così allora)
 
tavor camomilla ( mi sembra un ottima idea ma io andrei in farmacia mi sembra improbabile che ti esca dal monitor)  
 
vecchi che si inchiappettano ( dio mio questo no! che schifo!!!)
Lavorini @ 14:00 | commenti (54)(popup) | commenti (54)
lunedì, 11 dicembre 2006 | in : svarioni
Certi ricordi li devo consumare, come suole di scarpe di cuoio, scorticarli come alberi centenari finché mostrano, senza pudore, il sistema venoso che li ha tenuti in vita. Non mi importa, poi, quanto brutto possa sembrare ciò che a forza di conservare, o usare, perde le sembianze. Non mi importa se mi rimane poco tra le mani, passati senza fierezza, tarlati e fragili.
L'importante è la conserva delle cose.
La passata del passato.
Il sugo della vita.
 
Tratto dal blog di Amelia1:
 http://amelia1.splinder.com/
 
Proprio mentre stavo per scrivere qualcosa a proposito dello stupendo stralcio riportato qua sopra è entrata nel mio ufficio una persona.
La persona in questione è il prototipo del collega sintetico, plastificato, riciclato. Sapete una di quelle persone che tutte le mattine entrano in ufficio energicamente con un sorriso da 36 denti, felici profumate di dopobarba e vagamente somiglianti a Eros Ramazzotti? L’ individuo  in questione   pare vivere  in un costante venerdì pomeriggio lavorativo, sempre felice e imperturbabile dagli eventi.
Come ogni mattina è entrato nel mio ufficio ha fatto la faccia finto interessata e mi  ha salutato con la formula preimpostata “ Ohh! Buongiorno… Tutto bene?”  E io ho risposto: “si.. tutto bene”….. Perchè ?? mi chiedete Perché?
Perché potevo tranquillamente rispondere :“ di merda!”   oppure: “ oh, ciao ho appena scoperto che il mondo sta per essere risucchiato da un buco nero” o anche :“ si grazie.. mi porti il carrello degli antipast i”   e  avrebbe sortito lo stesso risultato, la sua fuoriuscita dal mio ufficio esclamando :  “ ahh!  Bene.. bene..”
Non che raccontare la mia disavventura a un individuo del genere avrebbe in qualche modo lenito il dolore o aiutato a “consumarne “ il ricordo, ma non so perché continuo a credere che quando un essere proferisce parola sia per interagire in qualche modo con il prossimo e non per riprodurre un monologo idolatrante  se stesso. Ma che ci vuoi fare? L’amico Ramazzotti dei poveri è così, non è colpa sua, non gli porto rancore, anzi lo invidio. Invidio quella sua candida naturalezza e il suo aroma di dopobarba., se fossi come lui tutto sarebbe moolto più semplice e non ci sarebbe neppure motivo di scrivere questo post.
Però poi  ci siete voi, voi che non ho mai visto in faccia,  ma che sento vicini più di alcune persone che vedo tutti i giorni, voi che vi preoccupate anche se non vi dico niente, anzi vi preoccupate pure di più, voi persone fatte di faccine tristi fatte con le parentesi, voi persone spiaccicate a nudo sul monitor del mio computer, voi compagni nello strip tease collettivo delle nostre anime, ci siete voi a spazzare via questo odioso odore di dopobarba.
 
Grazie.
Lavorini @ 10:36 | commenti (22)(popup) | commenti (22)
mercoledì, 06 dicembre 2006 | in :

Scusate.. ho cancellato tutto, post e commenti, non per indelicatezza riguardo i vostri commenti che sono stati da me apprezzati tantissimo, solo che non me la sento di scrivere niente pubblicamenteal riguardo .

Niente di irreparabile comunque.

Scusate e capitemi se potete.

Lavorini @ 08:33 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 01 dicembre 2006 | in : culi in aria
 

Fiorentin mangiafagioli !
 
E’ un detto che accompagna la nostra tavola ormai da almeno 300 anni, infatti il buonissimo legume occupa un posto di primordine  sulla tavola dei Fiorentini. La passione per questo legume deriva come spesso accade per le tradizioni gastronomiche più antiche dall’esigenza che c’era in passato di riempirsi la pancia spendendo il giusto, con un cibo che conservato secco poteva essere accessibile in qualsiasi stagione dell’anno.
La ricetta che vi voglio descrivere è il sublime sodalizio fra l’Arista, la pregiata lombata di maiale, e il prezioso ineguagliabile e insostituibile cannellino, il bianco fagiolo di noattri.
 Prima di addentrarmi nella ricetta volevo però fare un appunto a quegli improbabili personaggi che si fingono esperti gastronomi che decantando le qualità del fagiolo Zolfino del pratomagno non solo   inducono l’effetto secondario, non da poco, di far schizzare il prezzo alle stelle, ma fanno si che in gastronomia in fatto di legumi di qualità non si parli d’altro, facendo perdere ad un sacco di gente l’opportunità di assaggiare piatti straordinari nati dall’uso di materie prime povere  come quello che mi accingo ad illustrarvi. Ma prima un po’ di storia…o leggenda, fate voi.
 
 
Il patriarca bizantino Bessarione venuto a Firenze nel 1439, in occasione del Concilio Ecumenico per la riunificazione dei credi indetto dal Papa Eugenio IV, risultò da subito un tipo abbastanza coriaceo e poco socievole. Per riuscire a stemperare la tensione i cuochi dell’ egida di Cosimo "il Vecchio" dè Medici  gli prepararono un gran pranzo, poiché si sa, a tavola le lingue si sciolgono e gli animi si distendono.
Pare che il bizantino, dopo aver assaggiato la portata principale consistente in una lombata di maiale cotta al forno, in segno di approvazione, si sia alzato in piedi e indicando la lombata abbia esclamato a gran voce :  "Aristos !!!", che in greco vuol dire: ottimo, per i migliori, il migliore.
Da quel momento il concilio ecumenico dell’anno 1439 fu tutto in discesa e la lombata di maiale prese il nome di “ Arista” e mai nome fu più appropriato.
 
 
 
Fagioli rifatti nell’unto d’Arista.
 
Mettete in ammollo per una notte i fagioli cannellini  in acqua fredda. Scolateli e  coceteli in acqua,  senza sale e con tutti gli odori, sedano, carota, i gambi ( e solo quelli) del prezzemolo, due spicchi di aglio, due pomodorini e un’ abbondante ciuffo di salvia. La  velocità di cottura deve essere impercettibile, lentissima, meglio se fatta in un tegame di coccio o addirittura in forno, quando i fagioli bollono   si deve avvertire un “ blop..” ogni 10 secondi, insomma non devono bollire, ma solo sobbollire. Portateli così fino a metà cottura.
 
Prendete una lombata di maiale, di media grandezza, rigorosamente con l’osso, fatevela disossare mantenendo però la base attaccata all'osso in modo da poterla richiudere prima della cottura. Mettete l’Arista in una pirofila insieme a mezzo bicchiere di aceto di vino rosso e massaggiatela con l’aceto ben benino ( con passione e amore) per venti minuti. Togliete l’Arista dalla pirofila e asciugatela bene.
Preparate un composto di aglio tritato, rosmarino tritato, sale, abbondante pepe, un pizzico di finocchietto selvatico e olio extra vergine d’oliva. Cospargete l’Arista con questo composto massaggiandola ancora  in ogni sua parte, anche fra osso e lombo. Ricomponete l’arista con il suo osso legandola con uno spago alimentare.
Adagiate l’Arista nella teglia da forno precedentemente unta con olio extra vergine di oliva ( quello Bono.. non fate i tirchi). Tutto intorno all’arista mettete i fagioli scolati dal loro liquido e privati di tutti gli odori, aggiungete 2 o 3 spicchi di aglio pelati e interi e una “mazzetta “ di salvia. Aggiustate di sale e di pepe e annaffiate con un po’ di olio ( sempre quello Bono)
Infornate il vostro  capolavoro a 180 gradi per  circa 40 minuti ( secondo la dimensione dell’arista). Dopo mezz’ora di cottura rigirate i fagioli  distendendoli più possibile nella teglia in modo che possano rosolarsi ben uniformemente (se durante questa operazione i fagioli si disfanno un po’ non preoccupatevi… l’è il sù Bono!). Separate l’arista dall’osso e infornate, accendendo il grill o posizionando la teglia sulla griglia superiore.  Il tutto dovrà prendere un color nocciola pallido.  Una volta cotta prima di scaloppare  fate riposare  la carne a temperatura ambiente per una decina di minuti ( in modo che i succhi  della carne si riassorbano).
Servite l’arista tagliata a fette (non troppo sottili circa mezzo centimetro) al centro di un vassoio (riscaldato precedentemente ) con intorno i suoi fagioli. ( l’osso lo mandate a me che lo mangio io )
Vedrete che per pur ottima che sia la vostra Arista sarà il contorno per i vostri fagioli.
 
P.s.
 
Si vede che mi hanno reso il cappello?
Lavorini @ 15:03 | commenti (12)(popup) | commenti (12)