GLI OPERATORI SONO MOMENTANEAMENTE OCCUPATI ATTENDERE PREGO.
Ultimamente ho dovuto prenotare alcuni esami diagnostici per la ormai superconosciuta Mamma, e come spesso accade quando si ha a che fare con l’inutile carrozzone burocratico sanitario mi sono reso conto di quali altissime vette di inefficienza si possano raggiungere se veramente ci si impegna a fondo.
Primo tentativo:
Dopo un ora di meditazione ZEN, ventidue gocce di Xanax e una profonda iper ventilazione mi azzardo a comporre il numero dell’azienda sanitaria locale, seleziono il numero e attendo con fiducia.
Nella portineria dell’ Azienda sanitaria locale squilla un telefono, un impiegato ormai stanco, stanco dal giorno dell’assunzione, fissa con sguardo vacuo il telefono, la sua espressione è quella della mucca che vede il treno che passa. Mentre freme questa intensissima attività lavorativa nella portineria entra un collega con in mano un panino con la porchetta, l’individuo si avvicina al telefono dà un poderoso morso al panino e masticando rumorosamente risponde : Pronto!
IO: Buon giorno vorrei.. ( vengo interrotto)
TIZIO PANINO MUNITO: Si attenda che le passo l’interno.
Il tizio si volta guarda il suo collega mucca e con un sorriso sornione pone l’indice unto di porchetta sul gancio del telefono e preme con decisione, CLICK!
IO: pronto?? Pronto?? Ma…
Secondo tentativo:
Predo 2 tavor una camomilla e riguardo il DVD della lezione di Tranning Autogeno, dopodichè seleziono il numero della ASL, controllo la respirazione e attendo con fiducia.
Il telefono squilla nella portineria della ASL, il solito impiegato-mucca guarda impassibile il telefono e mentre medita sull’opportunità di farsi fare una lobotomia, un rivolo di bava cola da un angolo della sua bocca.
Dopo sedici minuti di suoneria ininterrotta compare il collega che avendo ormai finito il panino con la porchetta si sta bevendo a bottiglia una familiare di Birra Moretti. Si avvicina al ricevitore e trattenendo a stento un sonoro rutto risponde: Pronto!
IO: Si, buongiorno sono quello di prima..
TIZIO BIRRA MUNITO: Ah! Si, le passo…
IO: (allarmato) No! La prego non riattacchi! No!
TIZIO BIRRA MUNITO: (irritato) Riattaccare? Ma per chi mi prende, Attenda! Attenda in linea!
IO: No! Ma No! No.. non è possibile..
Il tizio si volta verso il suo collega lobotomizzato e sorridendo preme sul tasto di attesa, poi apre un cassetto rovista rumorosamente nel suo interno tira fuori un mazzo di carte ed esce dalla stanza.
Dopo quarantasette minuti, il tizio rientra nella portineria con un sorriso trionfante, in una mano tiene un foglio a protocollo su cui sono annotati i punteggi di un torneo di briscola e nell’altra mano un mazzo di banconote da 5 euro.
Proprio mentre sorridendo sventola davanti al viso dell’immobile collega il punteggio del torneo, la sua attenzione viene attirata da un telefono che squilla e essendo ormai soddisfatto della sua giornata lavorativa risponde molto giovialmente: Pronto!
IO: Non mi metta in attesa, non mi riattacchi, la prego!
TIZIO TRIONFANTE:Buongiorno, mi dica.. mi dica.. desidera?
IO: Oddio ! non mi par vero, guardi niente di trascendentale, vorrei solo fare una prenotazione per un esame diagnostico.
TIZIO TRIONFANTE: ( con tono incredibilmente affettuoso) Ma certamente, le passo subito l’interno preposto.
IO : No ! l’interno no! La prego! Sono stanco, tremo, mi balla un occhio e ho spasmi al colon, la prego , no!
TIZIO TRIONFANTE: Ma stia tranquillo, prenoterà in un attimo, salve buona giornata!
Il tizio con aria incredibilmente professionale mette in attesa la chiamata e inizia a premere tasti del telefono mentre consulta una lista di uffici. si assicura di sentire il segnale di libero sul numero selezionato e trasferisce la chiamata., poi si volta verso il collega e dice:
Via, io vado, anche oggi è finita, ma che giornata! Ciao.
Il collega loboto-mucca, alza un sopracciglio.
Nel frattempo io mi riempio di gioia quando finalmente sento un segnale amico nella cornetta, il rassicurante TUUU del segnale di libero che mi dice che la mia chiamata è stata trasferita all’ufficio di competenza, finalmente mi rilasso e attendo fiducioso.
Un telefono squilla dentro lo stanzino delle scope dell’ambasciata Uruguaiana in Giappone.