mercoledì, 29 novembre 2006 | in :

Ormai solo un triste ricordo...

Lavorini @ 16:36 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
lunedì, 27 novembre 2006 | in : svarioni

RIVOGLIO IL MIO CAPPELLO CAZZAROLA !

 

….” IL TUO CAPPELLO E’ IN MANI NOSTRE, NON CHIAMARE LA POLIZIA, NON AVVISARE LA STAMPA SE NON VUOI RIVEDERLO MAI PIU’, RIMANI CALMO E NON PARLARE DELLA COSA CON NESSUNO  E NON GLI VERRA’ FATTO ALCUN MALE.
SEGUI SCRUPOLOSAMENTE LE NOSTRE ISTRUZIONI E IL TUO ADORATO AVATAR CON IL  CAPPELLO NON CORRERA’ ALCUN PERICOLO.
LE NOSTRE RICHIESTE SONO QUESTE: VOGLIAMO 1000 ACCOUNT SPLINDER PRO ENTRO IL 15 DICEMBRE,  ALTRIMENTI NON RIVEDRAI MAI PIU’ IL TUO AMATO AVATAR.
 
ATTENZIONE, SE ENTRO  UN MESE DA ADESSO NON AVRAI VERSATO LA SOMMA, TI SPEDIREMO UN PEZZO DI ETICHETTA MOZZATA.  NON STIAMO SCHERZANDO, NE SAREMMO CAPACI!!
SE AVVISERAI LA POLIZIA O IL MODERATORE USEREMO IL TUO CAPPELLO DA CUOCO  COME SCOVOLINO DA WATER.
RIFLETTI SU QUELLO CHE FAI E VEDRAI CHE TUTTO ANDRA’ PER IL MEGLIO.”….
 
FIRMATO L’ANONIMA SPLINDER.

 

Lavorini @ 14:41 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
martedì, 21 novembre 2006 | in : ab qualcosa

 

Zimbellizzazione di un utente….
 
Certe volte mi sento tecnologicamente geriatrico, vedete anche Splinder lo dice. Mi accade ad esempio quando acquisto un nuovo telefonino e mentre sto leggendo il messaggio di benvenuto del manuale di istruzioni mio nipote di 7 anni con il mio telefonino ha gia: scaricato 12 giochi java e 34 suonerie, messo tutti i numeri in rubrica, fatto un reportage fotografico di me mentre leggo , chattato con gli amici e preparato un toast prosciutto e formaggio ( questo solo se il telefono è bivalve).
Insomma l’atrofia dei miei neuroni ormai è un processo irreversibile, non cè verso di arrestarlo, la valanga ormai è partita e mentre corre per il pendio travolge completamente tutto il villaggio di autostima che mi ero costruito tanto faticosamente negli anni.
 Dato che per questa tragedia non esiste una soluzione,  anche prendendo quintali di acutil o gerovital, una sola medicina può farti stare meglio.  Far sentire un altro come ti stai sentendo tu.
Lo scopo della cura non è quello di generare una sorta di empatia che mi accomuni a qualcun altro in una fraterna sensazione patologica, ma più egoisticamente di dare rinnovato vigore al mio innato egocentrismo, facendo sentire la persona che mi sta di fronte mio “ Zimbello”.
 
 “Zimbellizzare “ una persona non è difficile, ed è un gioco redditizio dato che non appena il livello di autostima dello Zimbello cala, automaticamente il livello dello “Zimbellante”, in questo caso voi, aumenta vertiginosamente.
 Intanto vi dovete scegliere la vittima giusta, eviterei capo ufficio o persone che in qualche modo potrebbero esservi utili in futuro con favori di vario genere poiché generalmente il gioco funziona, ma mentre  a voi  fa riacquistare  la perduta adolescenziale autostima purtroppo ha l’effetto collaterale di farvi odiare a morte dal malcapitato “ Zimbellato”.
 Esistono varie tecniche per la “Zimbellizzazione”  e ogni mezzo è lecito allo scopo, come avrete ormai capito.
 
METODO 1:  “La Zimbellizzazione culturale”.
Il candidato ideale per questo metodo è una persona di cui avete notevole stima e di livello culturale medio alto.
Innanzi tutto disseminate la casa di libri tipo: ” Potere o impotenza della soggettività Il problema anima-corpo quale preambolo al «Principio responsabilità»” di Jonas Hans, trattati su  gli acceleratori a particelle con note a margine in Russo, e poi Invitatelo a casa vostra . Fatelo accomodare sul divano e ditegli che vi assentate un attimo e  che nel frattempo può  ingannare l’attesa leggendo qualcosa.  
Tornate dopo almeno 2 ore e godetevi il lavoro svolto.
 
METODO 2: “Io tarzan …tu zimbello!”.
Il candidato ideale è una persona fisicamente aitante, mediamente sportivo con spiccata attitudine sociale.
 Informatevi su dove si tiene la riunione annuale dei campioni italiani di corpo libero nella vostra città e iscrivetelo all’allenamento dimostrativo che terranno. Contattate l’aspirante “Zimbello”  e ditegli che intendete regalargli  un buono omaggio per la palestra che abitualmente frequentate, e che sarebbe un piacere allenarsi insieme,  avvisandolo però che voi e il gruppo di persone con cui vi allenate abitualmente, siete dei principianti e che forse si annoierà un po’. All’ultimo momento quando lui è gia sul posto chiamatelo e ditegli di cominciare pure ad allenarsi perchè siete leggermente in ritardo.
 Arrivate durante gli ultimi cinque minuti di allenamento e fingendo di conoscere tutti  lamentatevi  per la leggerezza degli esercizi, poi amabilmente voltatevi verso il vostro amico distrutto e chiedetegli se si è annoiato. A questo punto godetevi il vostro lavoro.
 
METODO 3: “ Zimbello lavorativo “
Il candidato ideale è il miglior collega che avete, efficiente, simpatico, il lavoratore modello.
Mettetevi d’accordo con un amico che telefonerà fingendosi un cliente  chiedendo  espressamente del collega .
 La telefonata dovrà essere una “ Apocalipse now “ delle telefonate, il finto cliente si dovrà lamentare di tutto, del materiale, dello sconto, del packaging, della voce del vostro collega, e del tempo meteorologico. Il cliente dovrà essere una verruca sul culo del vostro” Zimbello”. Quando il vostro collega sarà ormai stremato, sudato, con la voce tremante, sull’orlo di una crisi isterica suggeritegli di passarvi la telefonata e dopo una affabile conversazione di due minuti con il cliente concludete la telefonata con un “ … anche io ti voglio bene…..” appena sussurrato, e dicendo “ …no dai tesoro attacca prima tu..”  riattaccate il telefono e guardate il collega  sorridendo con sguardo compassionevole, e….. godetevi il lavoro.
Lavorini @ 16:53 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
giovedì, 16 novembre 2006 | in : telefollie, culi in aria

CHE FACCIO IO?   IO VUOTO IL SUDICIO !
 
 
Ehhh, ragazzi nella vita bisogna sapersi vendere, non nel senso di mettersi le calze a rete i tacchi a spillo le tette finte e scendere giù in strada, anche se una soluzione per campare potrebbe essere pure quella. Intendo saper vendere, far passare il prodotto che si vuol vendere , sia un prodotto qualsiasi oppure se stessi, come una cosa unica al mondo, straordinaria e apetibilissima.
E non importa se a volte mi sento così preso in giro da questa gente  che mi chiedo se effettivamente mi debbano pure dare le cinquantamila lire per essere passato dal via, loro hanno ragione! Sono loro che hanno capito tutto dalla vita, loro che si sanno vendere.
 Dovremmo imparare tutti da questi personaggi e perfino fare lo spazzino potrebbe essere:
 
….“Il mio è un progetto di logistica integrata nel campo della fornitura di servizi utili alle comunità.
L’idea di intraprendere una attività di questo tipo è sorta dopo un attenta operazione di sondaggio sui possibili ”competitors” una approfondita “gap analysis” di essi.
La mia attività si estende in molteplici direzioni come il “problem solving” dello smaltimento dei materiali ormai obsoleti, e del riciclaggio di materiali ad alto rischio,  un occhio di riguardo viene dato  alla sicurezza e alla salute pubblica. Sinergie  sono operate continuamente per ottenere una “overall satisfaction” in uno scenario di riferimento oggi quantomeno importante.”….
 
 
 
Infatti quando un genio crea una pubblicità per un prodotto che rappresenta l’Italia nel mondo trasformando gli Italiani in dementi ortaggiofobici, e anziché sbatterlo a vendere ghiaccioli in Patagonia, gli danno ancora da lavorare, mi rendo conto di aver sbagliato tutto nella vita. Ho sbagliato tutto perché non so presentare il mio lavoro cosi:
 
 
(30/10/2006 18:34) | PARMIGIANO-REGGIANO: NUOVO SPOT TELEVISIVO
 
(Sesto Potere) - Reggio - 30 ottobre 2006 -Una nuova campagna di comunicazione modifica il messaggio ed il posizionamento del Parmigiano-Reggiano nei confronti del consumatore. Non si tratta solo di uno spot nuovo, ma di un nuovo piano di comunicazione, definito dall’agenzia di comunicazione Max Information e dal Consorzio. Un nuovo ed ambizioso progetto che ruota attorno al marchio ed al suo nuovo posizionamento, e si propone di definire e differenziare il prodotto, e quindi anche la comunicazione, in ogni sua espressione. Partendo da questo concetto, il Parmigiano-Reggiano acquisirà la massima rilevanza in tutte le azioni di comunicazione: dal restyling del logotipo, alla campagna Tv, passando per il packaging, le presenze su stampa e radio, l’ambient media (internet e telefonia mobile)… e tutte le altre azioni previste per il futuro, tra cui la decorazione dei caseifici.
“La campagna di comunicazione – ha dichiarato Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – si rivolge prevalentemente ad un pubblico giovane-adulto e vuole utilizzare un linguaggio simpatico e immediato, che, soprattutto con lo spot, si propone di coinvolgere il consumatore più sul piano emotivo che su quello razionale, perché al momento dell’acquisto sono più le corde emotive ad essere coinvolte. Non ci dimentichiamo certo del grande valore dell’informazione, poiché solo un consumatore informato potrà apprezzare l’unicità e la naturalità del Parmigiano-Reggiano, e per questo la campagna stampa, parte integrante del progetto di comunicazione, sarà orientata a fornire informazioni più approfondite, sempre estremamente coinvolgente e brillante”.
 
Lo spot, in onda dal 1 novembre nella sua versione completa ed in questi giorni nella versione preparatoria, è un grande musical, basato su una divertente versione della canzone “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri, al quale partecipano più di 50 attori, tra cui i più importanti ballerini bulgari della National Opera di Sofia ed acrobati che annoverano due campionesse del mondo di ginnastica artistica.
Una coreografia, degna dei più grandi musical di Broadway, sarà eseguita su un’enorme forma di Parmigiano-Reggiano arricchita ed esaltata da una scenografia magica e sognante.
Il progetto è stato proposto ed eseguito dalla squadra creativa formata da German Silva, Haitz Mendibil ed Heki Mendibil, con la collaborazione degli art directors José R. Rodriguez e Gianluca Regnicoli. La squadra account è composta da Pier Paolo Pacchiarotti, amministratore delegato Max Information, ed Elisa Sabattini. La regia del film è di Sebastian Grousset e la produzione è di Diaviva.
Lavorini @ 09:15 | commenti (33)(popup) | commenti (33)
martedì, 07 novembre 2006 | in : dura la vita

 

GLI OPERATORI SONO MOMENTANEAMENTE OCCUPATI ATTENDERE PREGO.
 
 
Ultimamente ho dovuto prenotare alcuni esami diagnostici per la ormai superconosciuta Mamma, e come spesso accade quando si ha a che fare con l’inutile carrozzone burocratico sanitario mi sono reso conto di quali altissime vette di inefficienza si possano raggiungere se veramente ci si impegna a fondo.
 
Primo tentativo:
Dopo un ora di meditazione ZEN, ventidue gocce di Xanax e una profonda iper ventilazione mi azzardo a comporre il numero dell’azienda sanitaria locale, seleziono il numero e attendo con fiducia.
 
Nella portineria dell’ Azienda sanitaria locale squilla un telefono, un impiegato ormai stanco, stanco dal giorno dell’assunzione, fissa con sguardo vacuo il telefono, la sua espressione è quella della mucca che vede il treno che passa. Mentre  freme questa intensissima attività lavorativa nella portineria  entra un collega  con in mano un panino con la porchetta,  l’individuo si avvicina al telefono dà un poderoso morso al panino e masticando rumorosamente risponde : Pronto!
 
IO: Buon giorno vorrei.. ( vengo interrotto)
 
TIZIO PANINO MUNITO: Si attenda che le passo l’interno.
 
Il tizio si volta guarda il suo collega mucca e con un sorriso sornione pone l’indice unto di porchetta sul gancio del telefono e preme con decisione, CLICK!
 
IO: pronto?? Pronto?? Ma…
 
 
 
Secondo tentativo:
Predo 2 tavor una camomilla e riguardo il DVD della lezione di Tranning Autogeno, dopodichè seleziono il numero della ASL, controllo la respirazione e attendo con fiducia.
Il telefono squilla nella portineria della ASL, il solito impiegato-mucca guarda impassibile il telefono e mentre medita sull’opportunità di farsi fare una lobotomia, un rivolo di bava cola da un angolo della sua bocca.  
Dopo sedici minuti di suoneria ininterrotta compare il collega che avendo ormai  finito il panino con la porchetta si sta bevendo a bottiglia una familiare di Birra Moretti. Si avvicina al ricevitore e trattenendo a stento un sonoro rutto risponde: Pronto!
 
IO: Si, buongiorno sono quello di prima..
 
TIZIO BIRRA MUNITO: Ah! Si, le passo…
 
IO: (allarmato) No! La prego non riattacchi! No!
 
TIZIO BIRRA MUNITO: (irritato) Riattaccare?  Ma per chi mi prende, Attenda! Attenda in linea!
 
IO: No! Ma No! No.. non è possibile..
 
Il tizio si volta verso il suo collega lobotomizzato e sorridendo preme sul tasto di attesa, poi apre un cassetto rovista rumorosamente nel suo interno tira fuori un mazzo di carte ed esce dalla stanza.
Dopo quarantasette minuti, il tizio rientra nella portineria con un sorriso trionfante,  in una mano  tiene un foglio a protocollo su cui sono annotati i punteggi di un torneo di briscola e  nell’altra mano un mazzo di banconote da 5 euro.
Proprio mentre sorridendo sventola davanti al viso dell’immobile  collega il punteggio del torneo, la sua attenzione viene attirata da un telefono che squilla e essendo ormai soddisfatto della sua giornata lavorativa risponde molto giovialmente: Pronto!
 
IO: Non mi metta in attesa, non mi riattacchi, la prego!
 
TIZIO TRIONFANTE:Buongiorno, mi dica.. mi dica.. desidera?
 
IO: Oddio ! non mi par vero, guardi niente di trascendentale, vorrei solo fare una prenotazione per un esame diagnostico.
 
TIZIO TRIONFANTE: ( con tono incredibilmente affettuoso) Ma certamente, le passo subito l’interno preposto.
 
IO : No ! l’interno no! La prego! Sono stanco, tremo, mi balla un occhio e ho spasmi al colon, la prego , no!
 
TIZIO TRIONFANTE: Ma stia tranquillo, prenoterà in un attimo, salve buona giornata!
 
Il tizio con aria incredibilmente professionale mette in attesa la chiamata e inizia a premere tasti del telefono mentre consulta una lista di uffici. si assicura di sentire il segnale di libero sul numero selezionato e trasferisce la chiamata., poi si volta verso il collega e dice:
Via, io vado, anche oggi è finita, ma che giornata! Ciao.
 Il collega loboto-mucca, alza un sopracciglio.
 
Nel frattempo io mi riempio di gioia quando finalmente sento un segnale amico nella cornetta, il rassicurante TUUU del segnale di libero che mi dice che la mia chiamata è stata trasferita all’ufficio di competenza, finalmente mi rilasso e attendo fiducioso.
 
Un telefono squilla dentro lo stanzino delle scope dell’ambasciata Uruguaiana in Giappone.
Lavorini @ 17:06 | commenti (38)(popup) | commenti (38)