
Indistruttibile, pensi sia e sarà per sempre così, ti guardi allo specchio e ti appare normale la scolpitura dei tuoi addominali abbronzati, dai per scontato che non passerà mai e che la tua condizione fisica sia naturale, mangi quintali di schifezze e non ingrassi un etto, non pratichi sport e se decidi di fare un match di calcio con sedici tempi supplementari ti meravigli se il giorno dopo hai qualche misero doloretto al polpaccio. Tutto bello, tutto stupendo, tutto è eterno.
Poi...passano quindici anni.
Con sguardo vacuo fisso i risultati dell'ultima donazione di sangue...
”Trigliceridi: TRECENTOCINQUANTA” penso che le tre sottolineature a penna fatte dal dottore possano essere traducibili come timido monito, neppure tanto timido se le ha volute ripetere tre volte, anzi sono sicuro che se avesse avuto un evidenziatore avrebbe colorato l'intera pagina.
Forse avrei potuto sforzarmi un po' di più arrivando a cinquecento, magari mi davano pure un premio, che so, la docenza onoraria alla cattedra dell'accademia per la proliferazione del colesterolo, peccato.. come onorificenza mi sarebbe garbata parecchio.
Considerando che il limite prefissato dall'organizzazione mondiale della sanità per i trigliceridi è 180, penso che morirò entro giugno, in definitiva giugno è un bel mese per farsi esplodere il muscolo cardiaco in una immensa bolla di grasso e colesterolo. Mi raccomando, quando sarò morto non crematemi, non ho mai sopportato l'odore di fritto, e poi non mi perdonerei mai il fatto di avervi impregnato l'abito scuro di pestilenziale odore di mac donald's.
Il medico è stato chiaro, niente di grave, solo piccoli accorgimenti nella dieta, piccoli accorgimenti..
LEO: salve dottore ho i trigliceridi che vanno a trecentocinquanta, guardi..( agitando un foglio sotto il naso del dottore) mi hanno fatto la foto con l'autovelox o qualcosa di simile.
DOTTORE: ( con aria preoccupante mente preoccupata) Mmmhhh.. vedo.. vedo...
LEO: Dottore, la sua empatia mi preoccupa, che faccio? Prenoto un loculo?
DOTTORE: (visibilmente rilassato) ma no, devi solo seguire dei piccoli accorgimenti nell'alimentazione.
LEO: Accorgimenti nell'alimentazione.. di che tipo?
DOTTORE: smetti!
In sostanza l'accorgimento è smettere di alimentarmi, se non altro per evitare il puzzo terribile di fritto durante la mia cremazione.
Devo mangiare quantità infinitesimali di cibo, pasti assimilabili a quelli di un puffo anoressico a dieta. Gli alimenti vietati sono: pane; pasta; zucchero; olio; burro; marmellata; biscotti; grassi animali; frutta dolce. Rimangono l'aria e l'acqua ( ma poca, il dottore si raccomanda)
Ieri ho provato a degustare un bel piatto di polistirolo senza sale, è stata una esperienza deludente., domani provo con il sughero, vi saprò dire.

Il confronto elettorale è stato durissimo, a tratti sembrava che ci potesse essere un pareggio fra i due maggiori esponenti delle principali coalizioni ma poi con lo svanire della nebbia degli exit poll e il consolidarsi delle prime proiezioni si è delineata una tendenza chiara affermando un importante plebiscito.
Si aggiudica il fine settimana a La Dispoli in compagnia del “Tettomane”:
PRALINA
con il 46,66% dei voti
seguono:
ALBERTO con 40,00% e BURA con il 13,33%.
Si esprime soddisfazione da tutti gli schieramenti avversari per la splendida vittoria elettorale di PRALINA, felicitazioni espresse anche per il TETTOMANE che ha scampato le tette smunte degli altri partecipanti masculi e che avrà un notevole da fare per il fine settimana.

Orsù è tempo di votare, in rigoroso ordine di apparizione eccovi le eustachiali effigi che mi sono pervenute scalpitando per aggiudicarsi il tanto agognato week end in compagnia del tettomane nel lussuoso hotel de La dispoli.
Vi prego di esprimere solo una preferenza per candidato, di non confondersi sulla scheda e di esprimere il voto in modo chiaro sennò imbraccio il fucile mi reco a Roma e faccio una strage .
Come state? Tutto bene ?
Spero di si, io?? Alla grande! Mi destreggio con classe fra pasta fissan, pannolini e biberon vari, la paternità insomma mi calza come un guanto.
Per quanto riguarda lo Splinder comincio ad esserne un po' stufo, non sò, l'entusiasmo risulta smorzato, non ho più la verve di un tempo nel raccontarmi e ciò che mi spingeva a ricercar dialogo attraverso queste pagine, si sta probabilmente spegnendo, in sostanza comincio a non ricordare perchè dovrei sforzarmi di comunicare con personaggi di una così incommensurabile rigogliosa originalità autodescrittiva, persone dai profili come:
” Sono Marta, pazza, un po' schizzoide, sono una stella del cielo che illumina la notte, amo le amicizie ma solo quelle sincere, odio l'ipocrisia e la gente cattiva, mi piacciono tanto i gatti soprattutto i miei sei: fuffi, lolly, pinky, rinty, vulvy e minki. Alscolto tanta musica, mi fanno impazzire i pantaloni a vita bassa e le crops”
Quando leggo certi profili tendo a scordarmi il motivo per cui ho deciso di appartenere a questa comunità e mi piacerebbe dire a Marta:
“Sono Leo, sono normalissimo, non illumino neppure se appicco il fuoco ai peti che faccio, amo le amicizie ipocrite e la gente perfida perché almeno da quelle so cosa aspettarmi, i gatti piacciono tanto anche a me soprattutto alla vaccinara, le crops non mi piacciono perché mi fanno venire la ricotta ai piedi.”
Poi quando sono quasi deciso a disintegrare il server di splinder per salvare l'umanità da tanta saggezza tardo adolescenziale mi imbatto personaggi geniali come Il Tettomane.
Il Tettomane è quel personaggio che si spaccia per attento studiosio di sociologia, probabilmente applicata al ”vediamo se mi riesce di trombar qualcuna”
Il Tettomane fa la raccolta di foto delle tette delle splinderiane esibizioniste (non so se lo conoscete il tettomane è questo QUI) e allora in me si riaccende la passione per questa splendida gente e risorgo di rinnovata vena creativa.
Per alimentare questa nuova vena geniale ed impedire che io chiuda per sempre col blog sono a chiedervi un immane sforzo, sforzo che richiede tutto il vostro feticistico esibizionismo, dovete mettere da parte il pudore e mandarmi le vostre foto.
Le tette?? no che tette, per quelle c'è il tettomane io voglio la foto del vostro orecchio destro ( mi raccomando il destro) perchè io sono uno studioso di padiglioni auricolari specializzato in lobologia e tirate d'orecchie per i compleanni.
Di tutte le vostre foto pervenutemi eleggerò la migliore e premierò il partecipante con un Week end per due persone nella lussosa suite dell'Hoter Asoria de la Dispoli. Week end gratis naturalmente in compagnia del Tettomane.
Accorrete numerosi, anzi.. fotografate numerosi!


Con la nascita di mio figlio è aumentato in me il desiderio di rincontrare vecchi amici e inseguire fantasmi del passato che possono spiegare meglio come io sia diventato ciò che sono, quasi a volerlo ribadire nella memoria per poter passare un giorno il testimone a Lorenzo senza che tutta quella inutilità di azioni che rappresentano la mia esistenza vada perduta.
Lo so, sono largamente in anticipo per il mio testamento spirituale ma siccome sono un tipo precisino e mi piace cominciar per tempo le mie opere sto tentando di rintracciare gli improbabili individui che hanno fatto parte per brevi periodi della mia vita e dei miei hobbies, hobbies che adesso mi appaiono insignificanti ma che erano per me allora fondamentali e imprescindibili dal mio modo di essere e di concepire la vita e il constatarne adesso oggettivamente la loro inconsistenza ribadisce la mia maturità e mi fa capire quanto sia cambiato e quanto sia indispensabile questa mia ricerca.
Tutta questa ampia premessa per fare outing sul fatto che ero un metallaro. Si è la nuda verità. Ero un metallone di quelli che si vedono nei concerti coi cantanti che sembrano cantare per mezzo di rutti, quelli con le chitarre verniciate come i baci perugina e che urlano nell'orecchio di ignare vecchiette alla fermata dell'autobus perché il mondo si accorga di loro.
Nella mia seppur breve ma brillante carriera di metallaro ho suonato con molti personaggi di cui recentemente ho ricostruito le tracce, segue breve elenco in stile prima della cura/dopo la cura, cura a base di anni di mutuo e bollette dell'enel da pagare.
Beppe prima della cura: Era un ragazzo molto brillante, il cantante di una band a noi rivale ma con cui avevamo buoni rapporti. I suoi capelli erano quelli del fratello capellone dei cugini di campagna, biondo platino con cascate di riccioli, una chioma tale che a volte discorrendo animatamente con lui mi sembrava di parlare con Shirley Temple. Beppe era noto nell'ambiente perché mentre cantava durante un concerto, in preda a trance istrionica con un gesto atletico si buttò per terra ma non riuscendo più a rialzarsi finì il pezzo cantando steso sul pavimento.
Beppe dopo la cura: Beppe ha aperto una scuola di canto, ha sempre i riccioloni biondi anche se adesso sembra davvero un cugino di campagna e mantiene il suo spirito istrionico regalandoci perle di indimenticabile qualità artistica come queste: Tramvia Va via .
Marco prima della cura: Era il cantante del mio gruppo. Personaggio dotato di grande voce ma di scarsa memoria, sostituiva spesso i testi delle canzoni con suoni gutturali incomprensibili. A volte durante i concerti per vivacizzare l'esecuzione soleva prendere a calci il pedale dell'amplificatore dell'altro chitarrista gettandolo in testa ai disgraziati avventori delle prime file. Famoso nel gruppo per aver sceso una scalinata nel centro storico di Firenze con la sua Fiat Regata.
Marco dopo la cura: Marco è adesso un funzionario della Regione Toscana e questo ci dice tutto sull'elevata professionalità dei collaboratori di cui usufruiscono i nostri amministratori, spero solo che non si occupi di viabilità o di scale.
Enrico prima della cura: Chitarrista del gruppo insieme a me Enrico era particolarmente Rock, capelli lunghi fino alle chiappe e tatuaggione di dragone sul bicipite destro.
Le nostre capigliature in quegli anni erano tali che spesso quando viaggiavamo io e lui in auto ignari ragazzotti ci scorgevano attraverso il lunotto posteriore e tentavano l'approccio gridandoci dietro “ AAAA biondeee!!” per poi affiancare la nostra auto, guardarci in viso e fuggire inorriditi.
Enrico era molto rock, ma con un intestino fragile come un calice di cristallo, sofferente di colite spastico nervosa putrens, prima di ogni esecuzione doveva localizzare la toilette visitarla almeno dodici volte per sperare di non dover abbandonare l'assolo sul più bello.
Enrico dopo la cura: E' identico a prima, molto rock ,capellone e con il solito tatuaggione sul braccio, solo che adesso ha la scorta di antispastici in tasca e probabilmente vista l'età il Tena lady sotto i jeans sdruciti
Filippo prima della cura: Filippo era mio compagno di università ad ingegneria, un tipo pacato piccolo ed esile, anche lui chitarrista ma amante del genere dark. Eravamo un metallaro e un dark amici, incredibile ma vero. Quando eravamo insieme io e Filippo sembravamo una piattola e il martello che sta per schiacciarla, Filippo aveva una testa notevole infatti nota stonata in quel mondo di automi si cancellò da ingegneria e si iscrisse a filosofia e non lo vidi più.
Filippo dopo la cura: Di lui ho solo sporadiche notizie, dopo una breve convivenza con altri studenti di filosofia in un appartamento in centro sul cui campanello c'era scritto “ famiglia Addams” se ne è persa ogni traccia. Le ultime informazioni che ho lo collocano a Marradi in preda a allucinazioni lisergiche mentre cerca un approccio poco platonico con un frassino secolare.
Filippo se leggi questo fatti vivo che siamo preoccupati.. soprattutto per il frassino.

Io molto contento di venire in Italia grante paeze pieno di democràtzia.
In mio paese non vige democratzia c'è totalitarismo non come da voi in paese italiota. In mio paese di est la democratzia viene calpestata sempre, ad esempio se grante goferno decite che si fa tram in città storica, si fa tram anche se il popolo si incatza e scende in piazza e protesta contro e vota contro, in mio paese purtroppo non vige democratzia come da voi. In mio povero paese ad esempio stesse 2 persone sempre a governare da più di dieci ani, a turno, prima uno e poi altro sempre stessi governatori, non come da voi che c'è democratzia. In mio paese solo due partiti che fanno finta di farsi guerra e poi sono di accordo, purtroppo da noi non democratzia epoi paese Italiota molto magnifico, da noi polizia cattiva, in manifestazione picchia manifestatori e procura grande bernoccolo su capoccia, non come da voi dove vige grande democratzia, da noi politziotto spesso spara senza motivo in autogril o in manifestazione pubblica di nostro povero paese senza democratzia.
In nostro paese di est quando succede strage rimane impunita, nostri magistrati deboli con i forti, forti solo con i deboli, non come grante fostro bel paese Italiota con avvocato grande potente Rocco Tasca..
Io contento di essere finalmente in paese Italiota che conosco bene, politzia brava, commissario Montalbano, Maresciallo Rocca, RIS, e Carabiniera femmina con tette grosse.
Adesso aspetto in grande albergo con sbarre in bella isola italiota, aspetto non so perchè io aspettare forse per posto da Amadeus o da zio Gerry per mio premio di denaro italiano.
Io spero uscire presto da questo grande albergo e potere vivere come cittadino in grande paese pieno di democràtzia come Italia essere libero per strada senza paura che carabiniere mi picchi, io tranquillo se incontro carabiniere in Italia e poi spero tanto che quando trovo carabiniere sia quella bona con tette grosse.
Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda.
Di solito accade così:
La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina:
'E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l'angioletto?'.
Poi la mamma va di là e vomita.
A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: 'Che schifo!' e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua.
Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.
Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante. E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant'è: non c'è niente da fare.
O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.
Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.
NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.
Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro.
Errore.
La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio.
Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.
Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli).Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma
quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto,così è troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.
Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir. Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir.
Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale,
culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.
Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai? Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: 'L'hai messo il borotalco?'. Voi direte: 'Sì'. Con convinzione.
Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso.
Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta.
Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore 'Decappottabili' su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.
Un anonimo neo-papà

"Huston, che cavolo! Progettateli meglio questi sbarchi! Dire che è stato traumatico è dir poco! Ma chi cavolo lo ha progettato questo sbarco? Lo stuntman del circo Togni? La mia astronave si è disintegrata ore prima dello sbarco lasciandomi completamente privo di protezione e all'asciutto. Sotto l'effetto di spinte gravitazionali fortissime sono stato spremuto come un tubetto di maionese verso una specie di tunnel spazio temporale attraversato il quale mi sono trovato nudo e urlante in mano ad un essere enorme che mi parlava in una lingua sconosciuta, fortunatamente subito dopo sono stato deposto su di un terreno morbido e accogliente anche se collinare ed ho udito le due voci che già conoscevo e che mi rassicuravano dall'esterno della mia nave durante il viaggio.
Devo dire che quei due esseri me li immaginavo diversi, il loro aspetto non è un granchè, mi sono apparsi straordinariamente stanchi, soprattutto quello di genere femminile, e quello di genere maschile sembrava molto emozionato e piangeva a dirotto . Strana gente, mi ricordo di aver pensato, quello che ha fatto lo sbarco e tutto il lavoro sono io, e loro sono stanchi! Mah!
Subito dopo questo breve contatto rassicurante sono stato strappato via da quel luogo confortevole e sottoposto ad ogni sorta di test, misurazioni del peso della lunghezza e dei riflessi, sinceramente come comitato di accoglienza su questo pianeta lasciano a desiderare.
Dopo questi test mi è stata applicata una nuova tuta aerospaziale di colori sgargianti e un sistema di stoccaggio dei rifiuti denominato “pannolino”, ho provveduto immediatamente al collaudo Huston, il sistema funziona sia con i solidi che con i liquidi.
Devo dire che i momenti migliori della mia giornata sono quando mi viene fornito il sostentamento mediante due morbide enormi sonde semisferiche, provo una irresistibile attrazione per esse, non so spiegare, oltre ad assumere il sostentamento hanno un effetto estremamente tranquillizzante su di me e penso che l'attrazione per tali sonde mi rimarrà anche negli anni a venire.
In sostanza Huston, sbarco traumatico a parte non mi trovo male sul nuovo mondo, penso che mi adatterò molto bene al nuovo ambiente anche grazie alle due persone che si occupano costantemente dei miei bisogni e che mi fanno sentire unico e irripetibile, Mamma e Papà.
Qui Lorenzo, Huston, passo e chiudo”

intanto...Quarantamila grazie per il vostro impegno, per la vostra straordinaria generosità, per esistere, per essere lì davanti al monitor sparsi per l'Italia a leggere le mie idiozie, e poi...
Esiste un aspetto dell'essere un futuro padre che raramente viene contemplato prima della prossimità con l'evento. I primi giorni della gravidanza sono tutti miele e carezze, immaginarsi come sarà il suo dolce faccino e vivere in uno stato di ascesi mistica, ma poi questo stato immaginifico di sublime aerea affettuosità lascia spazio alla valutazione dei problemi più concreti come ad esempio l'acquisto di tutta l'oggettistica necessaria al dolce frugoletto, oggettistica necessaria come dico io, o indispensabile come dice il negoziante del negozio di articoli per la puericoltura.
Come esimersi quindi dall'acquisto del tanto agognato “trio”? Il trio è una sorta di ibrido che consente di posizionare su di un telaio con le ruote, il passeggino oppure la carrozzina o il sedile auto, rendendoli intercambiabili, e facendo si che con un solo oggetto tu possa avere tre utilizzi.
Ora, a noi che siamo cresciuti a pane Jeeg e transformers una tale magnificenza tecnologica fa letteralmente impazzire, più che un oggetto necessario per il bambino diventa un giocattolo per il babbo che, del tutto rimbecillito tenta di effettuare improbabili incastri con i vari pezzi che lo compongono.
Quando mi sono avvicinato al fantastico mondo dei passeggini pensavo che la scelta fosse facile, in fondo, mi dicevo, si tratta di passeggini e che sarà mai? Niente di più sbagliato, la tecnologia impiegata per costruirli è quella che l'ente spaziale europeo utilizza per la stazione spaziale internazionale, i materiali con cui sono costruiti i passeggini il mondo della formula uno se li sogna, anzi si narra che in realtà lo scandalo di spionaggio industriale di quest'anno fra Mac Laren e Ferrari sia tutta una montatura per coprire il furto di Know how della Mac Laren sulla Chicco.
Ecco ad esempio la descrizione AUTENTICA di un noto passeggino:
Slalom rappresenta un nuovo concept di 4 x 4. Un modello spettacolare, disegnato per superare le prove più esigenti.
- Ruote facili da estrarre.
- Capote Winter extreme, con cornice in tubo d'alluminio, superavvolgente: per la massima protezione dal freddo e dai raggi solari.
- Struttura in alluminio 100% anodizzato opaco.
- Tubo ovale oversize mm 25x43.
- Forcella anteriore monobraccio in alluminio, girevole e provvista di dispositivo di blocco.
- Ruote facili da estrarre.
- Freno a disco anteriore.
- Diametro dei cerchioni mm 273.
- Nuove ruote con pneumatici gonfiabili effetto alluminio.
- Ruote posteriori provviste di sospensione regolabile in due posizioni.
- Dispositivo di ritenzione a cinque punti.
- Manubrio regolabile in 4 posizioni.
- Impugnatura ergonomica regolabile, provvista di meccanismo di apertura e chiusura.
- Schienale reclinabile multiposizioni.
- Rivestimento estraibìle.
- Capote oversize sfoderabile mediante cerniere.
- Cestino con bande catarifrangenti per maggiore sicurezza negli spostamenti notturni.
- Sistema di fissaggio Pro-fix: ancoraggio e sblocco con una mano sola.
Dopo la lettura di questa descrizione il povero padre ha un irrefrenabile impulso di prendersi una laurea in infantologia applicata alle tecnologie extraterrestri, per sentirsi meno ignorante e un futuro padre più responsabile. Si perché quello che vogliono è impressionarti e farti credere che tutta questa tecnologia sia indispensabile al piccolo, tenero, virgulto frutto dell'amore e che se non gli comprerai il passeggino con l'ABS un giorno potresti sbandare in una strada ghiacciata mentre fai le corse contro un padre con il passeggino Peg Perego rischiando di finire al traumatologico entrambi.
Naturalmente il prezzo è equiparato alla tecnologia utilizzata, maggiore è la tecnologia maggiore è il prezzo, io inavvertitamente le prime volte che il negoziante mi diceva il prezzo esordivo con un “ ma per il modello benzina o il diesel? ” .
Ma in fondo cosa sono qualche migliaio di euro in confronto alla gioia di vedere il proprio bimbo immerso nel più sicuro passeggino mentre facciamo una passeggiata all'aria aperta? Saremo felici, sereni e consapevoli di aver fatto l'acquisto più sicuro per nostro figlio e ci sentiremo il più responsabile dei padri mentre seduti su di una panchina al parco guarderemo il nostro passeggino godendoci il nostro pranzo a base di pane e cipolla.

Il governo ha stanziato 4 milioni di euro (di cui solo 100.000 per il logo) per fare un portale per la promozione del turismo in Italia.
Questo è il video di presentazione a cura del super piacione Rutelli che si destreggia agilmente con l'anglofono idioma.
il mio modesto commento è:
A casa! e senza passare dal via.